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Lui & Lei

Cambridge #13 - Epilogo


di Membro VIP di Annunci69.it giorgal73
22.09.2025    |    9.730    |    2 5.0
"Con un grido acuto, Stefania viene, inondandomi la bocca con la sua dolce essenza..."
I ricordi risvegliati mi creano una sensazione di nostalgia. Sono stati mesi intensi e unici. Ho vissuto in un film pornografico e sono consapevole che non si ripeterà più. Purtroppo ho perso tutti i contatti con le ragazze. Con Vanessa, la nostra storia è durata poco più di un anno al ritorno in Italia. Con Elena, invece non ci siamo più rivisti. Ora però il destino ha bussato alla mia porta, anzi direi che mi sta palpeggiando Little Joe in modo sconsiderato.
Stefania mi ha inviato una mail relativa alla selezione del personale che sta seguendo. Mi chiede se posso organizzare un viaggio a Milano per andarla a trovare in ufficio ed eventualmente fare un salto insieme dal suo cliente.
Dopo aver letto la mail di Stefania, il mio cuore ha iniziato a battere all'impazzata. Non vedo l'ora di rivederla e di passare del tempo con lei. Prenoto un biglietto del treno per Milano e le rispondo che domani arriverò al suo ufficio.

Il viaggio in treno è come una tortura. Sono emozionato e curioso. Dallo schermo del computer ho visto che è ancora meravigliosa e sono sicuro che dal vivo sia ancora meglio. La mia testolina inizia a fantasticare. Immagini sensuali e molto erotiche mi occupano per la maggior parte del viaggio. Anche Little Joe è in fibrillazione, anche se, probabilmente non succederà nulla.

Arrivo finalmente a Milano e mi dirigo verso l'ufficio di Stefania. Sono nervoso ma eccitato allo stesso tempo. Quando entro nella reception, la vedo in fondo al corridoio. È ancora più bella di quanto ricordassi. I suoi lunghi capelli scuri le incorniciano il viso perfetto e il suo sorriso mi fa sciogliere il cuore.
Stefania mi viene incontro e mi abbraccia calorosamente. Il suo profumo mi inebria i sensi. Restiamo abbracciati per qualche secondo di troppo, come se il tempo si fosse fermato. Quando ci stacchiamo, i nostri sguardi si incrociano e sento una scintilla di elettricità tra di noi.

“Com’è andato il viaggio?”

“Malissimo, per tutto il tempo ho pensato solo a te” le rispondo sorridendo.

Stefania ride, con quel suo sorriso che illumina la stanza. "Allora abbiamo avuto gli stessi pensieri. Non sai quante volte ho guardato l'orologio aspettando il tuo arrivo."

Mi fa cenno di seguirla nel suo ufficio. Quando la porta si chiude alle nostre spalle, l'aria si carica di tensione. Stefania si avvicina lentamente, i suoi occhi fissi nei miei.

“Ti vedo bene, anche se sei ingrassato, però per il resto sembri un trentenne.”

“Wow, mi hai tolto venti anni, comunque grazie del complimento. Te invece sei uno spettacolo, anche più bella di quando ci siamo conosciuti.
Stefania arrossisce lievemente alle mie parole, abbassando per un attimo lo sguardo. "Grazie," mormora, "ma non esagerare. Gli anni passano per tutti."

"Su di te sembrano non avere effetto," insisto, facendo un passo verso di lei. Ora siamo così vicini che posso sentire il calore del suo corpo.
Stefania alza nuovamente gli occhi e mi fissa con intensità. "Forse perché quando sono con te mi sento ancora una ragazzina," sussurra. "Come se il tempo non fosse mai passato."

Non resisto più. Sollevo una mano per sfiorarle delicatamente una guancia. Lei rabbrividisce al mio tocco. "Stefania..." mormoro, avvicinando il viso al suo.
In quell'istante, qualcuno bussa bruscamente alla porta dell'ufficio. Ci separiamo di scatto, come due adolescenti colti sul fatto.

"Avanti," dice Stefania, schiarendosi la voce e cercando di recuperare un contegno professionale.
La porta si apre e fa il suo ingresso Riccardo, un collega di Stefania. Ci lancia uno sguardo incuriosito. "Scusate l'interruzione. Stefania, hai un minuto? Devo parlarti di una questione urgente."

Stefania annuisce, visibilmente a disagio. "Certo. Arrivo subito." Mi rivolge un sorriso di scuse. "Torno tra un attimo. Mettiti comodo."

Passano pochi minuti e la fata che mi ha stregato il cuore torna.

“Scusami tanto Giorgio, Riccardo mi ha appena comunicato che il cliente per il quale stiamo facendo la selezione ha già individuato la risorsa. Mi dispiace moltissimo averti fatto arrivare fino a qui. Ti va una pizza questa sera per farmi perdonare o vuoi ripartire subito?”

Rimango in silenzio per qualche istante, ancora scosso dall'intensità del momento che Stefania ed io abbiamo appena condiviso. La proposta della pizza mi coglie alla sprovvista, ma non posso negare che l'idea di passare ancora un po' di tempo con lei mi attrae irresistibilmente.

"Una pizza mi sembra un ottimo modo per farsi perdonare," rispondo con un sorriso, cercando di alleggerire la tensione. "E poi, sarebbe un peccato ripartire subito dopo essere arrivato fin qui."

Gli occhi di Stefania si illuminano. "Fantastico! Conosco un posticino qui vicino che fa delle pizze buonissime. Ti va di andarci verso le 20?"

"Mi sembra perfetto," confermo, sentendo il cuore accelerare all'idea di una serata insieme a lei. Stefania mi accompagna alla porta dell'ufficio. "A stasera, allora," mormora, sfiorandomi il braccio con una carezza impercettibile.

"A stasera," ripeto, prima di avviarmi lungo il corridoio, già pregustando il momento in cui potrò rivederla. Le ore successive le passo in giro per Milano, ma passano con una lentezza estenuante. I miei pensieri continuano a tornare a Stefania, al suo sorriso, al calore della sua pelle sotto le mie dita.
Finalmente, l'orologio segna le 20 e mi ritrovo davanti alla pizzeria, il cuore in gola. Stefania è già lì, bellissima in un semplice vestito nero che mette in risalto le sue forme. Mi saluta con un bacio sulla guancia, facendomi rabbrividire.
Il vestito le fascia il corpo perfettamente, uno spacco vertiginoso mi permette di ammirare le sue toniche gambe. I capelli vaporosi e ricci come quando aveva venti anni mi fanno eccitare.

Entriamo nel locale e veniamo subito avvolti dal profumo invitante di pizza appena sfornata. Stefania sceglie un tavolo appartato, illuminato dalla calda luce soffusa delle candele. Ci sediamo uno di fronte all'altra, i nostri sguardi che si incrociano con un'intensità elettrizzante. Ordiniamo da bere e cominciamo a chiacchierare del più e del meno, ma i nostri occhi non smettono per un attimo di cercarsi. Stefania ride alle mie battute, si sporge verso di me per sfiorarmi la mano, gioca con una ciocca di capelli. Ogni suo gesto mi infiamma i sensi.
Nel mentre, parliamo delle nostre vite. Di come siamo cresciuti e delle nostre esperienze. Mi racconta del suo Ex marito che la tradiva in continuazione e che ovviamente lei ha contraccambiato. Rievochiamo le nostre avventure insieme a Londra e subito noto un luccichio nei suoi meravigliosi occhi.
Quando arrivano le pizze, ci dedichiamo al cibo solo per qualche minuto. Poi Stefania allunga una gamba sotto il tavolo, strusciando il piede contro il mio polpaccio. Trattengo il respiro, il suo tocco mi manda scariche elettriche lungo tutto il corpo.

“Vedo che sei rimasta una ragazza birichina.”

“Ti da fastidio?”

Affatto," rispondo con un sorriso malizioso. "Anzi, mi piace da impazzire."

Stefania ricambia il sorriso, continuando ad accarezzarmi la gamba col piede. La tensione erotica tra noi è palpabile, l'aria quasi scintilla per l'eccitazione.
Finiamo la cena tra chiacchiere e risate, con le sue carezze che si fanno sempre più audaci. Quando usciamo dal ristorante, l'atmosfera è elettrica.

“Dove hai l’albergo?” Mi chiede con un aria innocente.

“Cazzo, mi sono completamente scordato di prenotare una stanza.”

"Allora vieni a casa mia," sussurra Stefania, avvicinandosi fino a sfiorarmi le labbra con le sue. "Ho una camera degli ospiti molto accogliente..."

Non resisto più. L'attiro a me e la bacio con ardore, assaporando la dolcezza della sua bocca. Lei ricambia con pari passione, premendo il suo corpo caldo contro il mio. Ci stacchiamo ansimanti, gli occhi pieni di desiderio. "Andiamo subito," mormoro con voce roca.
Il tragitto fino a casa sua è una tortura. Continuiamo a scambiarci occhiate infuocate, le mani che si cercano, si sfiorano. Appena varcata la soglia Stefania mi spinge contro il muro, baciandomi con foga.
Le sue dita agili mi slacciano rapidamente la camicia, accarezzandomi il petto. Gemo sulla sua bocca, infilandole le mani sotto la gonna per stringerle i glutei sodi.
In un turbine di carezze e baci appassionati, ci liberiamo dei vestiti lasciandoli sparsi ovunque. Raggiungiamo a fatica la camera da letto e cadiamo sul materasso, i corpi nudi intrecciati.

"Voglio vedere se, ora che sei più grande, hai imparato cose nuove e soprattutto se sei diventato più audace." ansima Stefania, strusciandosi sensualmente contro di me.
La sua provocazione accende ancor di più la mia eccitazione. Con un ringhio, la prendo per i fianchi e in un attimo sono sopra di lei. "Ti farò vedere quanto sono diventato audace" prometto con voce roca, prima di impossessarmi di nuovo delle sue labbra in un bacio famelico.
Le mie mani esplorano avidamente il suo corpo sinuoso, accarezzando e stringendo ogni centimetro della sua pelle di seta. Scendo a baciarle il collo, mordicchiando quel punto sensibile che la fa gemere e inarcare la schiena.

"Sì, così..." ansima Stefania, affondandomi le dita nei capelli. Continuo la scia di baci roventi lungo il suo corpo, catturando tra le labbra i suoi capezzoli turgidi. Li succhio e stuzzico con la lingua fino a farla gridare di piacere.
La mia mano scivola tra le sue gambe, trovandola già bollente e bagnata. "Sei così pronta per me," mormoro compiaciuto, accarezzandola intimamente.

"Ti prego..." mi implora lei, il respiro affannoso, spingendo i fianchi contro la mia mano. "Ti voglio dentro di me, adesso."

“No, non ancora, voglio godere del tuo corpo, voglio accarezzarti e riempire i miei palmi di te.”

Le mie dita scivolano nella sua calda intimità, esplorandola con movimenti lenti e sensuali. Stefania si contorce dal piacere sotto di me, inarcando la schiena e spingendo i fianchi contro la mia mano per approfondire il contatto.

"Sei così bagnata," mormoro con voce roca, aumentando il ritmo delle carezze. Curvo le dita dentro di lei, trovando quel punto speciale che la fa urlare di piacere.

"Di più, ti prego..." mi supplica, le unghie affondate nella mia schiena. Continuo a torturarla dolcemente. Tiro fuori le dita bagnate e le passo intorno hai capezzoli. La mia mano sinistra si posizione sotto al seno che ho bagnato con i suoi umori, come se lo soppesasse. Percepisco tutta la sua consistenza e morbidezza. Con la mano destra traccio cerchi umidi intorno ai suoi capezzoli turgidi. Stefania geme e si inarca, bramando di più. Inizio a baciarle il capezzolo che sto torturando. Le mie labbra lo catturano, i miei denti lo mordicchiano leggermente.

La lingua turbina intorno al capezzolo eretto, leccando via l'umidità dei suoi stessi umori. Stefania afferra la mia testa, spingendomi più vicino, volendo di più. Succhio forte, tirando il capezzolo sensibile tra le labbra, facendola gridare di piacere. Le mie mani vagano sul suo corpo tremante, accarezzando la pelle liscia e calda.
Lascio una scia di baci roventi lungo il suo collo e la clavicola, mordendo delicatamente la tenera carne. Lei rabbrividisce sotto di me, le unghie che graffiano la mia schiena in estasi. Mi sposto più in basso, baciando la valle tra i suoi seni, la lingua che sfiora la pelle delicata.

"Ti voglio," ansima Stefania, le mani che tirano i miei capelli. "Ti prego, non farmi aspettare ancora."

Sorrido contro la sua pelle. "Pazienza, amore mio. Voglio assaporare ogni centimetro del tuo corpo stupendo."

Mi prendo il mio tempo, adorando i suoi seni con labbra e lingua, succhiando e mordicchiando fino a farla contorcere dal bisogno. Poi mi sposto ancora più giù, lasciando una scia di saliva calda lungo il suo ventre piatto. Stefania trema in attesa, i fianchi che si sollevano verso la mia bocca.
Arrivo alla sua intimità e mi fermo un attimo per ammirare la vista paradisiaca. È così bagnata e pronta, i petali lucidi del suo fiore che mi invitano a gustare il nettare. Non resisto oltre e mi tuffo, affondando la lingua nel suo calore setoso.
Stefania geme forte quando la mia lingua trova il suo punto più sensibile. Lecco e succhio avidamente, gustandomi il suo sapore inebriante. Le sue cosce tremano attorno alla mia testa mentre la porto sempre più vicino all'estasi.

"Sì, proprio così... non ti fermare!" grida, spingendo i fianchi contro la mia bocca impaziente. Infilo due dita dentro di lei e cerco il tesoro nascosto. Pompando dentro e fuori, curvo le dita per massimizzare la sua estasi.

Ben presto i suoi gemiti diventano più acuti e il suo corpo inizia a tendersi. "Sto per venire!" ansima. "Ti prego, fammi venire!"
Raddoppio i miei sforzi, leccando e succhiando furiosamente il suo clitoride mentre le mie dita affondano in profondità. Con un grido acuto, Stefania viene, inondandomi la bocca con la sua dolce essenza. Continuo a leccare delicatamente mentre cavalca le onde del suo orgasmo, prolungando il suo piacere.
Quando finalmente si rilassa, risalgo lungo il suo corpo, catturando le sue labbra in un bacio appassionato. Lei geme, assaporando se stessa sulla mia lingua.

"Confermo che con l’età sei migliorato" sussurra contro le mie labbra. "Ma ora è il mio turno di darti piacere."

Con uno sguardo malizioso, Stefania mi spinge sulla schiena e inizia a baciarmi lungo il collo e il petto. La sua mano trova la mia erezione pulsante e inizia ad accarezzarmi, facendomi gemere di desiderio.
I suoi baci scendono sempre più in basso, tracciando a sua volta una scia rovente e salivosa sulla mia pelle. Quando raggiunge il mio membro eretto, alza lo sguardo verso di me con occhi pieni di lussuria.

"Ti voglio dentro la mia bocca" mormora prima di avvolgere le labbra attorno alla punta.
Gemo forte quando inizia a succhiare, la sua lingua che danza abilmente sulla mia carne sensibile. Mi prende sempre più in profondità, facendomi vedere le stelle per il piacere intenso.
Affondo le dita nei suoi capelli setosi, guidando il ritmo mentre lei mi porta sempre più vicino al limite. I suoi gemiti attorno al mio membro mi eccitano ancora di più.

"Dio, Stefania... sei incredibile," ansimo, cercando di trattenermi.

La sua bocca è un paradiso in terra. Infiniti baci morbidi lambiscono il glande e ogni centimetro della mia pelle. Le morbide labbra non si risparmiano e giocano anche con i testicoli. Anche la lingua partecipa attivamente. Si sofferma, per poi scendere a inumidire il mio buchetto .lo prepara per invaderlo con il suo dito spregiudicato. Il dito esplora le mie profondità più intime. Ondate di piacere mi travolgono, facendomi contorcere le lenzuola tra le dita.

"Non resisto più..." gemo, sentendo l'orgasmo montare inesorabilmente.

Lei accelera il ritmo, pompando il mio membro con foga mentre preme con decisione il dito contro la mia prostata. L'assalto congiunto di bocca e dita mi fa precipitare oltre il limite.

"Sto venendo!" grido, esplodendo nella sua bocca in potenti fiotti di seme bollente. Stefania ingoia avidamente, succhiando fino all'ultima goccia mentre prolungate scosse di piacere mi attraversano. Alla fine si stacca con un umido 'pop', leccandosi maliziosamente le labbra.
Mi attira a sé per un bacio appassionato, facendomi assaporare me stesso sulla sua lingua. Le nostre bocche si esplorano con foga mentre i corpi nudi e sudati si intrecciano.
Rimaniamo per qualche secondo immobili, poi le nostre mani tornano a cercarci.
Le sue dita esperte accarezzano il mio corpo ancora fremente, risvegliando nuovi brividi di desiderio. Scendono lungo il petto, sfiorano i capezzoli turgidi, tracciano cerchi sul ventre. Raggiungono il mio membro, che sta già tornando saldo sotto il suo tocco.

"Che resistenza..." mormora Stefania compiaciuta, stringendolo tra le dita. Qualche ultima goccia di seme cola sulla sua mano.
Con un sorriso malizioso, si porta le dita alla bocca e lecca via la mia essenza, fissandomi dritta negli occhi. Quella visione erotica mi fa pulsare il membro ormai di nuovo eretto.
Stefania si mette a cavalcioni su di me, strusciando la sua intimità umida sulla mia asta. Sento il suo calore invitante e non resisto più.
Con un colpo di reni la penetro, affondando nella sua carne bollente. Gemiamo entrambi per il piacere intenso di quella congiunzione.

"Scopami..." ansima lei, iniziando a muoversi su e giù, cavalcandomi con foga crescente.

Le sue pareti vellutate mi avvolgono, stringendosi attorno a me in una morsa di piacere. Assecondo le sue spinte, andando incontro al suo bacino, sprofondando sempre più in lei.
Grazie al cielo ho chiesto aiuto ad una bella pasticchetta blu, ma forse non era necessaria. La visione delle sue magnifiche tette che ballano davanti hai miei occhi mi rendono ancora più duro ed eccitato.
Afferro i suoi seni sodi, stringendoli tra le mani mentre lei continua a cavalcarmi selvaggiamente. I suoi capezzoli sono turgidi sotto i miei palmi. Li pizzico delicatamente, facendola gemere di piacere.

"Sì, così..." ansima Stefania, buttando indietro la testa. I suoi lunghi capelli scuri ricadono come una cascata sulla schiena inarcata. È una visione di pura lussuria.
Sento il suo piacere crescere, le sue pareti farsi sempre più strette attorno al mio membro pulsante. Spingo in su con forza, andando incontro ai suoi movimenti frenetici.
All'improvviso Stefania emette un grido acuto e tutto il suo corpo si tende. "Sto venendo!" esclama con voce rotta dall'estasi.
Le sue carni mi avvolgono come una fornace, tremando per le ondate dell'orgasmo. Sento la sua umida femminilità colare su di me. La prendo e con un gesto fluido la faccio sdraiare. Le allargo le gambe che faccio poggiare sulle mie spalle e la penetro fissandole gli occhi.
Continuo a spingere dentro di lei con vigore, i miei fianchi che sbattono contro i suoi in un ritmo incalzante. Stefania geme e si contorce sotto di me, ancora scossa dagli spasmi del piacere appena provato.

"Non ti fermare," mi supplica, le unghie che mi graffiano la schiena. "Scopami più forte!"

“Non ci penso minimamente a fermarmi! Dio, Stefania, sei così sexy e troia" ringhio, chinandomi per morderle il collo. Lei emette un gridolino eccitato e solleva il bacino per andarmi incontro.

I suoi occhi pieni di desiderio e appagamento si uniscono alla meravigliosa sensazione che provo mentre la penetro. Anche se bagnatissima, la sua calda intimità mi avvolge e mi stringe, sembra quasi che mi stia facendo un pompino. Ogni volta che entro in lei psi odono osceni schiocchi.

Pompo come un matto, ma ora sarò lungo a venire, sia grazie alla pasticca che al precedente orgasmo. Mentre lei, comincia a tremare. Sento la sua figa che inizia a pulsare e contrarsi intorno al mio cazzo mentre l'orgasmo la travolge. Stefania urla il mio nome, le gambe che tremano incontrollabilmente sulle mie spalle. La vista della sua espressione estasiata e la sensazione del suo piacere mi fanno impazzire.
Continuo a scoparla attraverso le ondate del suo climax, determinato a prolungarlo il più possibile. Lei si aggrappa a me, le unghie affondate nella mia carne, completamente in balia del piacere travolgente.

"Cazzo, sei fantastica quando vieni," ringhio, chinandomi per baciarla con ferocia. Lei risponde con uguale passione, la lingua che duella con la mia.
Quando i suoi spasmi si placano, rallento il ritmo, muovendomi dentro di lei con spinte languide e profonde. Stefania mugugna di approvazione, ondeggiando i fianchi per andarmi incontro.

“Girati ora, voglio testare anche il tuo bel culetto che mi sembra pronto per accogliermi.”

Stefania si mette a carponi sul letto, il sedere perfetto in bella mostra. Lo accarezzo con reverenza, ammirando la sua pelle liscia e soda. Con le dita traccio la linea che separa le sue natiche, facendola rabbrividire di desiderio.

"Ti prego..." sussurra lei, spingendo indietro il bacino. "Prendimi..."

Non me lo faccio ripetere due volte. Con una mano le afferro un fianco, con l'altra guido il mio membro pulsante verso la sua apertura posteriore. Spingo delicatamente in avanti, vincendo la sua resistenza iniziale, fino a quando la punta del mio cazzo non scivola dentro di lei.
Stefania geme, un suono gutturale di puro piacere. "Dio, sì... Sei così grosso..."
Procedo lentamente, lasciando che si abitui alla mia intrusione centimetro dopo centimetro. Quando sono completamente dentro di lei, mi fermo per un attimo, assaporando la sensazione del suo stretto canale che mi avvolge.
Poi inizio a muovermi, dapprima con spinte lente e misurate, poi sempre più veloci e profonde. Stefania si spinge contro di me, incontrandomi colpo su colpo. Il suono osceno della nostra carne che sbatte riempie la stanza.

"Cazzo, sì! Scopami il culo!" urla lei, ormai completamente persa nell'estasi. "Voglio sentirti venire dentro di me!"

Le sue parole scatenano qualcosa di primitivo dentro di me. La afferro per i fianchi con entrambe le mani e inizio a martellarla senza pietà, determinato a portarci entrambi oltre il limite...
Sento il mio orgasmo avvicinarsi, come un'onda inarrestabile che sale dal profondo. Stefania deve percepirlo, perché i suoi gemiti si fanno sempre più forti e i suoi muscoli interni si contraggono spasmodicamente attorno al mio cazzo.

"Dio, sto per venire..." ansimo, aumentando ulteriormente il ritmo delle mie spinte.

"Sì, riempimi con il tuo seme caldo!" grida lei, ormai completamente abbandonata al piacere.

Bastano quelle parole per farmi perdere il controllo. Con un ruggito animalesco, affondo un'ultima volta dentro di lei e inizio a svuotarmi, schizzando fiotti e fiotti del mio sperma nel suo canale strettissimo.
Stefania urla, travolta da un orgasmo devastante che la fa tremare dalla testa ai piedi. Per lunghi istanti restiamo così, stretti l'uno all'altra, scossi dagli ultimi fremiti di piacere.
Quando finalmente mi ritiro da lei, un rivolo di sperma misto ai suoi umori cola lungo le sue cosce. La visione è così erotica che per un attimo sono tentato di ricominciare da capo.
Ma Stefania è esausta. Si lascia cadere sul letto, il respiro affannoso e la pelle imperlata di sudore. Io mi stendo al suo fianco e la stringo a me, baciandola con dolcezza.

"È stato incredibile...mi hai fatto venire tre volte di seguito" mormora lei dopo un po', accoccolandosi contro il mio petto.

Sorrido, accarezzandole i capelli scompigliati. "Già... Dovremmo farlo più spesso."

Lei annuisce, un sorriso malizioso sulle labbra. "Mi sembra un ottimo proposito!"

Le nostre labbra si uniscono un’ ultima volta prima di addormentarci.


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Il racconto che leggerai o che hai appena letto è in realtà un racconto che ho già pubblicato in passato. Questa, però, è la versione estratta dal libro che ho pubblicato su Amazon. Ci sono ovviamente delle differenze. La prima è che non sono solo 2 capitoli come la precedente pubblicazione su A69, bensì 13. Spero che la storia completa vi entusiasmi come è accaduto in precedenza!

Ogni settimana pubblicherò 2 o 3 capitoli, vi riporto il sommario così che non ve ne perdiate nessuno:
- Ricordi dal Passato
- Obbligo o Verità
- La prima volta che comprai i preservativi
- Sopraffatto da due ragazze
- Shopping da Harrods
- La comodità di un letto
- In tre la festa è più divertente
- Un Tatuaggio molto intimo
- Gita al Kioto Garden
- La villa del peccato
- Fidanzamento a porte aperte
- Caccia ai 7 nasi di Soho
- Epilogo

Bene, ora tocca a voi giudicare se sono un genio incompreso o solo un tizio che si crede uno scrittore. Un voto, dai, non fate i tirchi! E se vi va, lasciate pure un commento, anche uno di quelli che fanno ridere.
Scrivo queste storie perché mi piace farvi sognare, ma anche perché mi piace farmi un po' di pubblicità. Diciamo che sono un po' come un venditore ambulante di sogni proibiti. E sì, ho un debole per le donne, ma non sono fissato su un solo tipo. Anzi, mi piace sperimentare!

Se vi va di far parte della mia cerchia di ammiratori (o complici), contattatemi pure. Magari insieme possiamo inventare o vivere(meglio) una storia ancora più pazza. Io sono come la pubblicità occulta, mi sponsorizzo tra le righe, quindi la cosa migliore è conoscermi e poi si vedrà!
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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